Il ministro Giannini e l’autismo….

18 aprile 2016

Cultura e Società


Il ministro Giannini ha scritto: “Sono rimasta colpita come madre, da quanto accaduto a Livorno, Isernia e Legnano. Chiamerò le famiglie escluse”. I fatti: tre ragazzi sono rimasti esclusi dalla gita della loro classe perché affetti da autismo. Di solito, i bambini autistici hanno diritto all’indennità di accompagnamento, anche dai tre o quattro anni, da quando viene effettuata la diagnosi. Ci sono vari gradi di autismo: un autismo grave, meno grave o in via di miglioramento. Una delle forme moderate di autismo, è la Sindrome di Asperger. L’autismo è curabile se si segue il protocollo “Defeat Autism Now!”. Se si segue. Torniamo a noi. I ragazzini in questione sono autistici e supponiamo che usufruiscano di una indennità di accompagnamento. Sicuramente è così. La questione, diventa semplice: i genitori di ognuno, potevano utilizzare un accompagnatore, in quanto i ragazzi ne hanno diritto. I compagni di scuola della ragazzina autistica non devono essere demonizzati. Non avevano l’obbligo di “dormire” con la ragazzina. E se questa ragazzina avesse sofferto di una forma grave di autismo e se  fosse stata aggressiva?…Se…E se di notte, la compagna che avrebbe dormito con lei, fosse stata aggredita? E se fosse successo qualcosa di grave? La responsabilità sarebbe stata  dei docenti. Non dimentichiamo: la responsabilità è dei docenti. Non definiamo “mostri” i ragazzini, compagni di scuola della ragazzina. Noi siamo solidali con i genitori. Solidarietà alla ragazzina e comprensione per i compagni di scuola. L’autismo si può curare e dipende dai casi: il caso grave e meno grave. Dipende. Non dobbiamo ergere l’olocausto ai docenti. R. Dawkins scrive: “Far bene senza farsi notare”. Dovremo diventare più umani.

Rosa Mannetta

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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva U. Foscolo, il sepolcro, mi rappresenta e ci rappresenta. Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta.

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