Lettera ad una vipera demoniaca

20 giugno 2016

Cultura e Società


Ciao, Cassandra. Ho voluto darti questo nome. Non lo meriti. Non ne sei degna. Tu fai parte di quelle donne che non sono DONNE, ma demoni che seducono con il sorriso. Il tuo viso lo rendi angelico, con il sorriso…tu sai sedurre. Hai sedotto con la falsità, uomini e donne. Ti sai lavorare le persone!!!. Anche io ci sono caduta. Hai teso la trappola: non me ne sono accorta subito. Hai tramato tele menzognere di notevole pregio. Quando è venuta quella ragazza attempata, hai detto: “Come è sprovveduta!!!”. Ho avvertito in buona fede, tale ragazza…e alla fine, ho avuto la peggiore reazione. Alla fine, mi avete formulato accuse precise ed ho avuto il coraggio di dire: “Mi prendo le responsabilità se ho sbagliato”. Questa mia affermazione, ha dimostrato che ho dovuto assumermi responsabilità che non avevo commesso. Cara Cassandra, regina dell’ipocrisia pura, con quella affermazione, qualcuno ha compreso il mio senso di coscienza civile, la mia onestà intellettuale. Sai, caro DEMONE, perché sei un demone, combatto una battaglia per i diritti negati a chi si ammala…non potevo essere FALSA, non posso essere FALSA. Mi hai voluto far apparire ignobile, ignorante ed asina. Hai agito. Un amico, un giornalista molto serio, mi ha detto: “Sai, Rosa, una PERSONA, ti apprezza perché sei vera, perché il tuo saper fare è indiscutibile”. Lo ha detto il giornalista. Attendo la risposta dei lettori. A tutti dico: “State attenti con le donne che sfoderano i sorrisi facili. Non fatevi ingannare da queste donnine. Ora comprendo, perché ci sia tanta violenza sulle donne. Comprendo, ma non giustifico, la VIOLENZA. Se avessi seguito l’istinto, avrei commesso qualcosa. Con Cassandra, sarei stata come un qualsiasi uomo che uccide la compagna o la moglie”. Le donne, alcune donne, devono fare un “mea culpa”. Occorre rivedere alcuni tratti del proprio carattere. Cassandra, fa passare guai, anche al marito. Cassandra, rovina le persone. Lo ha fatto, anche con me. Io ho scelto di tacere. E ho salvato la mia personalità. Ma altri che fine faranno, con questa vipera diabolica? C. Baudelaire scriveva: “Vi sono profumi corrotti…”. Cassandra è corrotta dentro. Ha il cuore corrotto. E come lei, di donne, ne esistono tante…

Rosa Mannetta

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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva U. Foscolo, il sepolcro, mi rappresenta e ci rappresenta. Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta.

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2 commenti su “Lettera ad una vipera demoniaca”

  1. poetyca Dice:

    Comprendere di essere stati usati,di aver fatto la parte della pedina per mezzo di persone ciniche ed arriviste fa male. Si riempie il cuore di rabbia anche verso se stessi ed è proprio assumendo la responsabilità,seppure sia parziale e indotta,che ci si libera da vincoli e si prendono le distanze.
    Si raccoglie sempre quel che si semina e i fiori della libertà da ogni torbido meccanismo sono i più belli. Le serpi,invece,sguazzano sempre nel proprio veleno e non possono godere della luce del sole.

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  2. Alessandro Badii Dice:

    Mi piacerebbe capire di cosa stai parlando. Di solito le vipere mordono per difesa, quindi penso che questa metafora animalesca non sia corretta. Per la vipera. Ma, ripeto, mi piacerebbe sapere di cosa stai parlando, cioè cosa ha fatto questa persona, altrimenti non riesco a darti solidarietà, se la meriti. Grazie. (forse è colpa mia che non ti seguo sempre ….)

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