Esami di maturità 2016….

5 luglio 2016

Cultura e Società


Pubblico quanto ricevuto in Redazione: “Mi chiamo Giulia e ho sostenuto oggi, la prova orale. Ho finito. Dai miei conti, sono promossa. Non con un voto alto, forse me la cavo con un 80 su cento, ma mi sta bene. Ho superato i test per la facoltà di Lettere con indirizzo in giornalismo e cultura editoriale, a Verona. Preferisco andarmene. La mia città è una piccola città….non importa indicare, se del Nord o del Sud. E’ una città che mi ha tradito. Stamane, sono stata brillante. Sono caduta in alcune domande sulla Chimica. Io sono brava nel gruppo umanistico e nel gruppo scientifico delle materie da studiare, arranco. La matematica, per me, è sempre stata difficile: comprendevo qualcosa con grande sforzo, con ore e ore sugli esercizi da svolgere. Ma veniamo all’esame orale. Dovevano i membri della Commissione, farmi cadere. Una alunna, L. figlia di un politico, doveva raggiungere un voto dal 90 al 100. E’ sempre stato così. In passato, si ricorreva alla “raccomandazione”, oggi alla “segnalazione”. Il tutto con discrezione…ma accade ancora, accade. Un mio compagno, è stato sorpreso con il cellulare e il membro interno, gli ha detto: “Fallo sparire”. L’anno scorso, ricordo, è successo che a Belluno, due ragazzi sorpresi con il cellulare, furono espulsi e respinti, senza pietà. Ricordo, che tutta la stampa italiana, ne parlò. Al mio compagno, è andata bene. Io sono schifata della scuola”. Pubblico questa e-mail senza aver apportato correzioni. Posso solo aggiungere che qualcosa non funziona. Qualcosa deve essere rivisto. Potrà essere aperto un dibattito. E’ triste rovinare i sogni dei nostri giovani. E’ triste in questo periodo di profondo oscurantismo, colpire il cuore dei ragazzi. E’ turpe, quello che tutti noi abbiamo causato nei ragazzi. Ci dobbiamo vergognare. M. Luzi scriveva: “Una disperazione antica usciva…”. E Pasolini scriveva: “Almeno una dozzina di…….dovrebbero essere trascinati sul banco degli imputati”. Noi NON SIAMO LIBERI. Saluto con onore, quella parte di Italiani che ci ha ridotto nella estrema povertà. Povertà che non ci consente di arrivare a fine mese. Povertà che ci ha rubato la gioia di vivere. Di nuovo, un saluto beffardo a quella parte di Italiani che ci ha reso indigenti.

Rosa Mannetta

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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva U. Foscolo, il sepolcro, mi rappresenta e ci rappresenta. Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta.

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