Nizza….e la strage del 14 luglio 2016.

15 luglio 2016

Cultura e Società


Basta con l’atteggiamento samaritano. Basta con la comprensione. Ora non esiste il tempo della comprensione. Spiego: i rifugiati dai barconi di Lampedusa…o dalla via del Brennero, sono da controllare!!!! Conosco i miei alunni. Qualcuno, dice: “In Italia è facile avere i documenti”. Vigiliamo tutti. Nei CPIA, dove si insegna l’italiano agli stranieri, occorre essere attenti. Noi dobbiamo essere attenti. I docenti devono saper valutare con i test, per la certificazione di conoscenza della lingua italiana. Attenzione a rilasciare questa certificazione: con la certificazione di conoscenza della lingua italiana, questi rifugiati ottengono i documenti per circolare liberamente nei paesi dell’Unione Europea. Il fatto che sia “facile”, avere i documenti in Italia…mi dà da pensare. Tanto, per fare un esempio, sono stata selettiva nel concedere gli attestati. E insisto: la “Buona Scuola”, non va. Un appello al ministro: “Lei, ministro, ha consegnato la professionalità dei docenti, ad un manipolo di Dirigenti Scolastici, non sempre efficienti…ma capricciosi. Ci sono dei Dirigenti che sanno come condurre i vari istituti…ma esistono anche i saccenti che…determinano discriminazioni tra gli insegnanti”. Il terrorismo colpisce ovunque. Il terrorismo non guarda i docenti. Il terrorismo non guarda i Dirigenti Scolastici. Il terrorismo colpisce seminando morti. A Nizza, 30 bambini feriti: colpiscono il nostro futuro, i giovani di domani. La “Buona Scuola”, italiana spero non diventi, la scuola per diffondere…future mine vaganti pronte ad esplodere nella nostra quotidianità. Spero. Spero. Spero. M. Serres scrive: “Il filosofo deve partorire un nuovo mondo”. Spero non sia questo il nuovo mondo…

Rosa Mannetta

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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. Sono la portavoce di tanti miei amici malati di cancro e mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva U. Foscolo, il sepolcro, mi rappresenta e ci rappresenta. Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta.

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