Ulteriore lettera ad una vipera…

18 luglio 2016

Cultura e Società


Cara, Cassandra, ti ho visto. Sei sempre con quel sorriso beffardo. Continui a prendere in giro tutti. Ti ho vista. Ti ho guardato negli occhi e tu non hai sostenuto il mio sguardo. Volevi scappare. Io non ho paura di guardarti. Non ho paura. Sei complice di intrighi. Parli, parli per mettere in pericolo le persone. Hai messo in cattiva luce, anche un’altra stimata professionista. Hai saputo intessere parole…Quella persona ha chiesto il trasferimento a Bolzano. E’ andata via, lontano. E’ andata via con tanta amarezza. Un’altra persona per le tue parole al veleno, non avrà più un sodalizio che durava da oltre 20 anni. Non scappo via da te…Sarai tu ad attraversare un’altra strada per non incontrarmi. Povera tua figlia, che nel tempo, non avrà una madre, ma una vipera!!!! Sei una nazista-islamica-terrorista… dei nostri tempi. Una terrorista sulle parole che dici. Parli…parli…e pronunci parole terribili. Uccidi senza usare le armi. Ma possiedi armi più insidiose. Lo sai che quando inventi di tutto, le persone credono a ciò che racconti. Lo credono e dipingi mostri ovunque. Mostruosa nei discorsi. Mostruosa nell’anima. Io ti ho fotografato. Non smetto di colpirti. Ricorda, il mio blog, ti colpirà sempre. Il mio blog “PENSARE LIBERI”, non demorde. Io non demordo. C. Baudelaire scriveva: “L’oscuro nemico ci rode il cuore…”. Cara Cassandra, tu mi leggi. Il cuore svanirà nella tua cattiveria…

Rosa Mannetta

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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva U. Foscolo, il sepolcro, mi rappresenta e ci rappresenta. Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta.

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