La violenza di uomini e donne…

25 novembre 2016

Cultura e Società


Il 17dicembre del 1999 fu istituita la giornata del 25 novembre dall’Assemblea Generale dell’ONU, contro la violenza sulle donne. Esiste il femminicidio, la violenza dei COMPAGNI O MARITI SULLE DONNE, ESISTE LA VIOLENZA VERBALE DELLE DONNE VERSO ALTRE DONNE: COGNATE, SORELLE, AMICHE, MAMME…ESISTE LA VIOLENZA IN GENERE. In famiglia, tra madre e figlia, tra sorelle, tra zie, tra amiche. E non dimentichiamo, è sempre violenza. La VIOLENZA TRA UOMINI E DONNE ESISTE. Non dimentichiamo quanto siamo noi violente con le parole. Noi siamo violente. Gli uomini, quando ci definiscono: “Cretine”, sono violenti. E noi? Quando ci alziamo la mattina, e senza ragione, diciamo: “Farabutto, stamane ti devo lavare la camicia”, oppure: “Dammi i soldi…”. E chi ha detto che l’uomo deve portare il danaro? E perché qualche “Femme”, non va a lavorare? Perché non si cimenta in concorsi pubblici? Perché? Perché? Perché? Chi ha diagnosticato che un uomo deve mantenere una donna? Non esiste questa cosa. Un uomo non deve essere mantenuto da una donna. Entrambi devono essere INDIPENDENTI. Si possono anche raccogliere i pomodori…per guadagnare qualcosa. E’ solo un lavoro duro. Questo lavoro lo fanno i migranti che sbarcano su Lampedusa. Oggi deve essere una festa contro la violenza SUGLI ESSERI UMANI, SU DONNE E UOMINI. Marc Augé scrive: ” Il fascino dell’esistenza è affrontare il futuro…”. Io affermo: “Dominiamo l’istinto violento che è in noi.

Rosa Mannetta

 

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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva U. Foscolo, il sepolcro, mi rappresenta e ci rappresenta. Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta. Sopravvivere ad un cancro...forse è stato uno svantaggio assoluto.

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