“Donna” di Francesca Iazzetta

5 gennaio 2017

Cultura e Società


Francesca Iazzetta è una scrittrice esordiente. Ho letto il suo libro. E’ interessante. Deve essere letto, perché riguarda la donna, la donna come essere nella quotidianità, nella storia di vita. L’autrice scrive: “Basta preghiere per chi non ama…basta cercare di spiegare..”, evidente il dolore verso chi non comprenderà mai il senso dell’affetto puro, inteso in tutte le sue accezioni. E poi, la storia di Maria che “giorno dopo giorno ricominciò, quindi, a riacquistare la fiducia in sé”, un racconto struggente in cui la protagonista si rianima dopo un’esperienza crudele di vita. Leggere la storia di Anna, mi ha frantumato. Francesca la descrive: “Ha il cancro eppure non è arrabbiata, anzi ha una luce negli occhi che infonde pace, sorride a tutti come se li conoscesse da sempre..”, parole decise e incantevoli, strazianti e poetiche. Poesia è anche la mescolanza di stati d’animo, di parole che scavano il mondo interiore del lettore. Poesia è seguire lo spirito vitale del sentire in senso ampio. Inoltre, l’autrice svela qualcosa: “Amare ….attimi intensi vissuti dal cuore….Vorresti fermare quel tempo”; svela la ragione di vita di tutti noi. Svela che se potessimo fermare il tempo o lo stesso tempo, saremmo felici. E siamo felici lo stesso, perché viviamo il tempo. Seneca scriveva: “Ci appartiene il presente, il tempo presente. Avrai in pugno il presente”. E’ un messaggio eloquente. E’ la nostra vita.

Rosa Mannetta

Annunci

Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva U. Foscolo, il sepolcro, mi rappresenta e ci rappresenta. Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta. Sopravvivere ad un cancro...forse è stato uno svantaggio assoluto.

Vedi tutti gli articoli di Rosa Mannetta

Iscriviti

Iscriviti al nostro feed RSS e ai nostri profili sociali per ricevere aggiornamenti.

One Comment su ““Donna” di Francesca Iazzetta”

  1. An Author's Life Dice:

    L’ha ribloggato su Giusy Carofiglio.

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: