IL BLUFF….di MARIA GRAZIA ZAGARIA.

10 ottobre 2017

Cultura e Società


UN ALTRO ARTICOLO DI MARIA GRAZIA ZAGARIA…..

Le regole del gioco vanno rispettate, altrimenti si “bara”!

Bluffare non è corretto!

E’ una cattiveria gratuita nei confronti di chi crede nella giustizia, nei valori sanciti dai nostri padri costituenti.

Il bluff è nella natura non dell’uomo, ma dell’”oltre – uomo” (G.Vattimo -l’oltre – uomo si è liberato dai logori concetti del bene e del male attraverso un’elitaria indifferenza a valori etici che considera morti).

Il controllo della moneta virtuale, dei nostri conti correnti, depositi, carte di credito…è scandaloso!

Così, ora, tutti siamo schedati e controllati, la libertà dell’individuo di usare la moneta senza sentirsi addosso gli occhi del “potere” !

Il contante oggi rappresenta circa il 3% del totale della moneta, ciò significa che il 97% del denaro è elettronico, virtuale: è qui che passa la vera evasione, il grosso della torta.

Si è voluto far credere che fosse urgente un controllo per frenare l’evasione fiscale, per “salvare l’Italia”, per combattere i “furbi”, ma la perfidia di un convincimento psicologico delle masse in tal senso è persino diabolica!

Si entra nell’intimo dell’individuo, nella sua casa, nella sua famiglia, si fanno statistiche sui flussi di spesa!

Le banche, ormai, manovrano e gestiscono unicamente moneta virtuale e nelle stanze di compensazione si spostano solo numeri si va verso l’estinzione della moneta reale.

-Chi gestisce la moneta “virtuale”?

-Chi ne trae interessi su ogni apertura di carte di credito, di conti correnti, di depositi?

– Le banche!

Aumenta vertiginosamente l’indebitamento dell’individuo presso il sistema bancario!

Ma dove sono finiti i capitali dei “pesci grossi”?

Tutto ha avuto origine da un sapiente progetto di qualche anno addietro, di creare moneta virtuale, di educare le masse all’uso della stessa, di inculcare la convinzione della convenienza di un tale sistema “moderno”.

Se si volesse davvero contrastare l’evasione fiscale, basterebbe rendere illegali i paradisi fiscali, porre sotto controllo le stanze di compensazione internazionali, porre un freno alla deregolamentazione selvaggia che ha avvantaggiato, sotto le spinte neoliberiste, le multinazionali, le corporations, le grandi banche di investimento, una visione globalista che ha aumentato vertiginosamente la forbice tra una èlite di pochi spropositatamente ricca, ed il resto dell’umanità che progressivamente sta piombando nuovamente verso il buio feudalesimo medioevale e verso la schiavitù.

In Italia sono rimaste solo piccole imprese legate da mille “lacci” come studio di settore, redditest, ecc…e possono evadere ben poco!

Col data-gate di Stato delle dichiarazioni pubblicate sul web, si è raggiunto l’apice.

Nessuno si pronuncia riguardo al fatto che funzionari dello Stato fanno sparire milioni di euro.

Che dire del principio della trasparenza?

Perché alcuni dirigenti vengono compensati con “parti variabili dello stipendio” ed il danno erariale causato agli Enti Pubblici si risolve in una bolla di sapone?

Che fine hanno fatto i piani di sicurezza sulla privacy (Dlgs 30/giugno/2003, n.196) che le imprese hanno dovuto obbligatoriamente redigere? Meglio non pensare!

Zagaria Maria Grazia

 

 

 

 

 

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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva U. Foscolo, il sepolcro, mi rappresenta e ci rappresenta. Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta.

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