Gli azzurri sprofondano. L’Italia in declino.

13 novembre 2017

Cultura e Società


Gli azzurri sono stati eliminati dai Mondiali in Russia del 2018. Figuraccia storica. Catastrofe nello sport. Catastrofe nella politica. Sono lontani i tempi di quando eravamo Campioni del Mondo nel 1982, con Bearzot e con l’esultazione del presidente Pertini. Bei tempi. Tempi remoti. Le lacrime amare emergono. Delusione di un Paese. Affonda il tricolore. Affonda l’orgoglio di sbandierare una bandiera. La nazionale rappresenta uno Stato. L’abisso degli azzurri è il tonfo di una Italia che non si rialza. Dicono che si sia ripresa! Dicunt. E pensiamo ad un fatto che sarà vero: i nati del 1980, rischiano il pensionamento a 75 anni. Questa è la conseguenza della disoccupazione giovanile. Questa è la conseguenza della legge Fornero: l’aumento dell’età per il pensionamento sia di vecchiaia che di anzianità. Le lacrime di Gigi Buffon esprimono la delusione di una squadra che è stata sconfitta. Occorre risorgere. Da dove? Non come “l’araba fenice”, l’uccello mitologico. Occorre impegnarsi su tutto. Io vorrei crederci. Louis Aragon scriveva: “Ti porto l’incenso..”. Il problema è che occorre reinventare scopi, persone corrette, donne e uomini che sappiano condurre questo carrozzone sgangherato, “il carrozzone Italia”. Il rammarico prevale. Io non ci credo più in questo carrozzone.

Rosa Mannetta

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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva U. Foscolo, il sepolcro, mi rappresenta e ci rappresenta. Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta.

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