TOP SECRET, il caso delle rimanenze per le imprese in contabilità semplificata di Maria Grazia Zagaria

26 novembre 2017

Cultura e Società


Come mai nessuno parla della eclatante novità fiscale per le imprese minori in regime di contabilità semplificata, inserita tra le righe della Legge di Stabilità 2017?

Le imprese minori (ovvero quella miriade di imprenditori individuali, artigiani e commercianti) che costituiscono una grande fetta di economia del nostro Paese, che non hanno optato per il regime della contabilità ordinaria, e quindi sono in regime di contabilità semplificata, si vedono costrette ad abbandonare il principio della competenza per la determinazione del reddito in favore dell’adozione del principio di cassa così come previsto per gli esercenti arti e professioni.

Questo nuovo principio è basato sul fatto che gli acquisti effettuati nell’anno precedente (che costituivano le rimanenze se non venduti), non possono essere portati in detrazione nell’anno successivo in cui si verifica la vendita e quindi il ricavo.

Con questo principio, i piccoli imprenditori saranno tassati su un volume di ricavi che in parte è fittizio in quanto non considera parte dei costi (sostenuti in un altro anno di competenza).

Secondo questo sistema, già nell’Unico 2018 dovrà essere applicato il principio di cassa per la determinazione dei ricavi su cui applicare la tassazione.

Parecchie attività saranno costrette a chiudere, vista la tassazione più elevata. Non tutti possono vendere nell’esercizio in cui acquistano.

Ci sono cicli produttivi da rispettare, commesse ordinate ma non ancora in lavorazione che a cavallo di due esercizi si trovano a non rientrare più tra i costi di competenza.

L’opzione prevista dal quinto comma, introduce una presunzione per effetto della quale, le semplici registrazioni ai fini iva, equivalgono ad equiparare la data di registrazione con quella di avvenuto incasso o pagamento e che si fonda esclusivamente sull’annotazione formale della registrazione.

Il nuovo regime si caratterizza per il fatto che le componenti economiche rilevanti concorrono alla formazione del reddito nel momento della loro manifestazione numeraria, cioè all’atto del loro incasso (se positivi) o pagamento (se negativi). La riforma non ha previsto la riformulazione del reddito complessivo, nel limite del loro ammontare, senza la possibilità di riportare l’eccedenza ai periodi successivi (art.56 comma 2 del TUIR).

Quindi, per la maggior parte delle imprese di piccole dimensioni che operano nel commercio, l’imputazione delle rimanenze iniziali quale componente negativo nella determinazione del reddito genera un consistente risultato negativo e tale super perdita, allo stato normativo attuale, non potrà essere riportata negli esercizi successivi, generando un eccessivo utile su cui versare le imposte.

Per ovviare a tutto questo, il soggetto in contabilità semplificata dovrebbe passare in contabilità ordinaria.

Vi passerà per il superamento dei limiti dei ricavi oppure per opzione?

La circolare 11/E/2017 ha specificato che in tal caso rileveranno come rimanenze iniziali (al primo anno della contabilità ordinaria) soltanto quelle che non sono state pagate nel periodo di applicazione del regime “semplificato”.

Occorrerà distinguere nel dettaglio delle rimanenze tra quelle che sono state pagate e quelle che ancora non sono state saldate. Si creerà un disallineamento tra le rimanenze effettive e quelle fiscali.

Maria Grazia Zagaria

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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva U. Foscolo, il sepolcro, mi rappresenta e ci rappresenta. Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta.

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