Cetara e i 100 poeti per un parco letterario….

10 luglio 2018

Cultura e Società


Il 9 luglio la cittadina di Cetara ha ospitato un evento organizzato da Alfonso Bottone, direttore della dodicesima edizione di “In Costiera Amalfitana”, con la collaborazione dell’istituzione comunale, con la proloco della stessa Cetara e con la MReditori di Giovanna Ragusa. Alle ore 18,30 i CENTO poeti e vari artisti provenienti dalla Campania e da altre regioni, hanno dato inizio al tour letterario presso LA SALA BENICASA. Successivamente, tutti si sono recati a Piazza San Francesco e poi, alla Torre Vicereale. E tra una lettura ed un’altra, ci sono stati i pezzi musicali del cantautore Mino Remoli e le rappresentazioni della compagnia teatrale di Umberto Coro. Occorre dire che la serata è stata piacevole per il pubblico caloroso, per la partecipazione del sindaco, dei consiglieri comunali e dell’assessore alla cultura. E’ stata una serata improntata per l’istituzione di un Parco Letterario in Costa D’Amalfi, dedicato al poeta Alfonso Gatto. E sono emozioni che incantano. Emozioni sul mare. Emozioni in una sera d’estate. Margherita Guidacci scriveva: “Sono una poetessa….un essere delicato”. E i poeti sono delicati….

Rosa Mannetta

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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva U. Foscolo, il sepolcro, mi rappresenta e ci rappresenta. Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta. Sopravvivere ad un cancro...forse è stato uno svantaggio assoluto.

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