Fiori dal carcere di Salvatore Salvatore e di Paola Silano

3 settembre 2018

Cultura e Società


Desidero esordire dicendo che il libro di Paola Silano, è da leggere. Questo libro è stato organizzato dall’autrice con gli alunni in una scuola carceraria. Il titolo “Fiori dal carcere” evidenzia come si possa educare alla rinascita e al rinnovamento di coscienze e di sogni. Nel buio delle sbarre….può sorgere la speranza di esserci e di essere “straordinari”. Il recupero dei ricordi, degli affetti, di una famiglia lontana, di una vita spezzata in delle catene da cui è difficile trovare la libertà, si ritrova in ogni pagina del libro. Un alunno, nella poesia “Domani”, scrive che “aspetterò il domani per riconquistarti…” e si nota la forza di resistere, di poter realizzare certezze e di sradicare il tunnel della detenzione.  Inoltre, occorre segnalare la poesia “A Lucio Battisti”, nel verso: “Sono note giunte a noi….è Lucio che siede al pianoforte….”, il ricordo del grande cantautore conduce a quella che è la dolce rivisitazione della melodia. Il libro è solo splendida umanità. Neal Cassady scriveva: “Sono sempre rapito dalle parole”. Il libro infonde emozioni e parole vere, dirette e coinvolgenti.

Rosa Mannetta

 

Annunci

Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva Ugo Foscolo, il sepolcro, mi "rappresenta e ci rappresenta". Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta. Sopravvivere ad un cancro...forse è stato uno svantaggio assoluto.

Vedi tutti gli articoli di Rosa Mannetta

Iscriviti

Iscriviti al nostro feed RSS e ai nostri profili sociali per ricevere aggiornamenti.

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: