La Stazione Hirpinia

28 ottobre 2018

Cultura e Società


E’ di pochi giorni fa, la notizia che la commissione Trasporti del Senato ha approvato di rivedere la tratta Irpinia-Orsara. In pratica, è evidente la volontà politica di escludere la provincia di Avellino dalla “famosa”, alta Capacità Napoli-Bari. Questo fatto è gravissimo. Si è preferita la realizzazione della nuova linea Avellino-Benevento. La Stazione Hirpinia potrebbe rappresentare un mezzo di sviluppo per la nostra provincia. A tal proposito, i parlamentari 5 Stelle hanno affermato: “Si stanno valutando le migliori soluzioni per l’Irpinia. Il Movimento 5 Stelle è consapevole che al territorio dell’Alta Irpinia, e della Valle dell’Ufita, va offerta la possibilità di accedere agevolmente alla tratta alta capacità Napoli-Bari”. Le notizie sono varie e disparate: molte sono il contrario di tutto. E’ auspicabile che non si cancelli la Stazione Hirpinia. E’ auspicabile che venga valorizzata l’Alta Irpinia, con paesini caratteristici e densi di storia. Cosa aggiungere? Mi chiedo dove sia la gente irpina. E’ chiusa ognuno a casa propria? Rocco Scotellaro scriveva: “La nostra giovinezza è il più crudo dei tormenti…”. Il Sud è sempre il solito Sud….

Rosa Mannetta

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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva Ugo Foscolo, il sepolcro, mi "rappresenta e ci rappresenta". Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta. Sopravvivere ad un cancro...forse è stato uno svantaggio assoluto.

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