Il Progetto ERASMUS “DIM Project” del CPIA di Avellino

2 novembre 2018

Cultura e Società


Il progetto DIM consiste nella realizzazione di un dizionario multilingue online come mezzo didattico per studenti stranieri ed insegnanti di scuole o organizzazioni che si occupano di formazione linguistica. Il DIM è stato progettato dal CPIA di Avellino per sostenere l’insegnamento e l’apprendimento dell’italiano per studenti stranieri. Studenti, che hanno problemi di analfabetismo e di scolarizzazione. Il tutto sarà realizzato con la collaborazione del CPIA di Avellino, del CPIA di Benevento, del CPIA di Ravenna e di quattro organizzazioni di paesi europei: Active Citizens Partnership (Grecia), IMS Research and Development Center (Cipro), Future Focus Ltd (Malta) e 36.6 Competence Centre (Scozia). Uno dei principali obiettivi del DIM è poter creare un dizionario multilingue online. In questo contesto, si valorizza e si preserva, il bagaglio culturale di ogni studente straniero. In pratica si realizza la completa integrazione degli immigrati, nonché il senso di interculturalità. Il discorso coinvolge poi, tutta l’Europa. Il progetto DIM è una occasione per dimostrare che le barriere verso gli stranieri devono essere abbattute. Non ci sono frontiere per la cultura. La cultura avvicina i popoli e le persone. Margherita Guidacci scriveva: “Diverse sono le vie da percorrere….”. Noi percorriamo le vie per tracciare nuove mete.

Rosa Mannetta

 

 

 

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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva Ugo Foscolo, il sepolcro, mi "rappresenta e ci rappresenta". Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta. Sopravvivere ad un cancro...forse è stato uno svantaggio assoluto.

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