Nazionale Italiana Poeti di Michele Gentile

16 febbraio 2019

Cultura e Società


NAZIONALE ITALIANA POETI

 

E’ nata la Nazionale Italiana Poeti,  una squadra di calcio composta esclusivamente da poeti italiani,  che intende coniugare cultura e sport al servizio della solidarieta’. Sponsor del team e’ la William School Music. Presidente Onorario il Dr. Gianni Maritati del Tg1. Allenatore del club e’ Mister Vincenzo Ligori, tecnico Uefa. I poeti  che compongono il team hanno pubblicato almeno un libro di poesie  o fanno parte di antologie poetiche. Il prossimo 2 Marzo 2019 ci sarà a Roma, presso il Centro sportivo Brera , il primo raduno ufficiale. La Nazionale Italiana Poeti e’ un’ associazione culturale no profit, senza scopo di lucro. Tutti i ricavati degli incontri sportivi saranno, di volta in volta, devoluti interamente in beneficenza. La Nazionale Italiana Poeti intende portare cultura e sport nelle piazze, negli stadi, nelle carceri, negli ospedali, dovunque ci sia voglia di stare insieme parlando di poesia e tirando due calci al pallone. La rosa attuale della squadra è composta dai seguenti poeti: Guido Casadei, Antonio Corbo, Umberto Coro, Gian Marco De Cicco, Massimiliano De Rosa, Emiliano De Santis, William Feliziani, Michele Gentile, Antonio Girardi, Marco Managò, Gabriele Marziale, Egidio Mazzuoli, Marcello Muccelli, Alfonso Ottomana, Massimiliano Passerani, Emiliano Scorzoni, Riccardo Tiberi, Andrea Trevisani e Marco Vescarelli. I poeti che volessero far parte di questa selezione possono scrivere a  nazionalepoeti@gmail.com  o telefonare al numero 3482280622.

Michele Gentile

 

 

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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva Ugo Foscolo, il sepolcro, mi "rappresenta e ci rappresenta". Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta. Sopravvivere ad un cancro...forse è stato uno svantaggio assoluto.

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