Il Cpia di Avellino con” Libera”

22 marzo 2019

Cultura e Società


Avellino….è stata invasa da una folla di studenti provenienti da tutta la Campania. E tutti in piazza per la XXIV giornata nazionale per l’impegno ed il ricordo delle vittime innocenti di mafie, contro le mafie, insieme a Libera Campania. E il Cpia di Avellino ha partecipato con entusiasmo sia con gli studenti e sia con i docenti. Entusiasmo perché la manifestazione è anche sinonimo di integrazione e di solidarietà. Il coordinatore regionale dell’Unione degli studenti Campania ha dichiarato: “La città di Avellino non é stata scelta a caso. Avellino è considerata come una città quasi immune dalla camorra….ma solo perché non spara in mezzo alle strade. Oggi le camorre sono un nemico…da oggi decidiamo noi”. L’incitamento è notevolissimo verso il rispetto e la dignità di ognuno: ogni anno si citano le vittime della mafia. E ogni anno la lotta risulta difficile, molto difficile. L’impegno dovrà essere continuo, non solo nel giorno del ricordo. La primavera non è solo un ricordo temporaneo. Marc Augé scrive: “Il presente è un modo per esistere…”. E dovremo continuare per esistere.

Rosa Mannetta

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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 . I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva Ugo Foscolo, il sepolcro, mi "rappresenta e ci rappresenta". Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta. Sopravvivere ad un cancro...forse è stato uno svantaggio assoluto. LO RIBADISCO: è stato uno svantaggio assoluto.

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