Figlio di Antonio Corbo

6 maggio 2019

Cultura e Società


 

FIGLIO

 

PROFUMO DI GIOIA

ESSENZA DI SMISURATO AMORE

IMPEGNO APPAGANTE

REALIZZAZIONE NEL DONARE.

 

EMOZIONE PURA,

ORGOGLIO CHE IL TEMPO INGRANDISCE

DIPINTO DI UN AMORE ESCLUSIVO.

 

IL FIGLIO E’ RINASCITA,

RITROVARSI BAMBINO E CRESCERE, IMPARARE DACCAPO;

RIESANIMI TE STESSO,

CORREGGI CON LUI GLI ERRORI COMMESSI.

 

TUTTO SI RESETTA

IL TUO CORPO SI MOLTIPLICA PER DUE.

DUE CUORI PULSANO,

IL PIU’ PICCOLO PIU’ FORTEMENTE.

 

I SUOI DOLORI SONO I TUOI DOLORI,

LE SUE FELICITA’, LE TUE SERENITA’.

Antonio Corbo

 

 

 

LUI E’ LA TUA AUTOMOBILE,

TU IL SUO VOLANTE;

ACCERTATI CHE LE GOMME NON SIANO LISCE,

CHE L’OLIO NON MANCHI MAI.

 

ASSICURATI CHE NON INCIAMPI,

TRASMETTI LA TUA ESPERIENZA

SENZA INVADERE IL SUO MONDO, LE SUE IDEE.

 

IL FIGLIO E’ UN MIRACOLO DI VITA,

DEVI ESSERE UN AMICO E ANCORA DI SALVEZZA.

 

INSEGNARGLI VALORI ED EDUCAZIONE

E’ LA GIUSTA RICETTA,

IMPORGLI I TUOI PIACERI

L’ERRORE LETALE.

 

PRIMA ACCOMPAGNALO CON LA MANO,

POI CON LO SGUARDO…

DA LONTANO.

 

 

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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 . I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva Ugo Foscolo, il sepolcro, mi "rappresenta e ci rappresenta". Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta. Sopravvivere ad un cancro...forse è stato uno svantaggio assoluto. LO RIBADISCO: è stato uno svantaggio assoluto.

Vedi tutti gli articoli di Rosa Mannetta

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