“Figlia del suo tempo” di Alba Polverino

2 luglio 2019

Cultura e Società


Il libro di Alba Polverino è da leggere con interesse e con impeto. Impeto perché dà un forte segnale di autodeterminazione, di decisione di vita. E l’autrice scrive sulla protagonista del romanzo, Jane, questa osservazione: “Il suo profondo senso di dignità la portava a non chiedere….aiuto a chi forse poteva farlo”. Jane è una donna che ha lottato per avere una sua indipendenza economica, è una che è capace di riprendere il sentiero della sua vita. E oggi, in un momento storico molto frastagliato e denso di avvenimenti obbrobriosi, è importante lanciare il messaggio di saper coordinare le redini della propria vita. Ribadisco il concetto di “coordinare la propria vita” ed è primordiale entrare in questa asserzione. E quando Jane afferma: “Sei da sola e devi accettarlo. Ce la farai, vedrai”, è evidente che giunge immediato un messaggio di riscatto personale e sociale. Dino Campana scriveva: “Me ne vado per le strade….”. E noi andremo per la nostra strada.

Rosa Mannetta

Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 . I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva Ugo Foscolo, il sepolcro, mi "rappresenta e ci rappresenta". Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta. Sopravvivere ad un cancro...forse è stato uno svantaggio assoluto. LO RIBADISCO: è stato uno svantaggio assoluto.

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2 commenti su ““Figlia del suo tempo” di Alba Polverino”

  1. Alba Polverino Dice:

    Grazie per la sua toccante recensione. È riuscita ad evidenziare quelle che sono le caratteristiche fondamentali della mia protagonista e quindi il fulcro dell’intera storia.

    Rispondi

  2. pensareliberi.com Dice:

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