I fatti di Bibbiano

20 luglio 2019

Cultura e Società


L’inchiesta “Angeli e Demoni” ha scosso tutta l’Italia: una serie di affidi avvenivano sulla base di relazioni false per togliere i bambini ai loro genitori: genitori che vivevano situazioni difficili. E i bimbi venivano affidati ad amici e conoscenti. E poi, i piccoli venivano invitati a raccontare abusi….presunti, abusi che non sono mai avvenuti. E cosa dire sugli assistenti sociali precari che dovevano tacere su tutto? Alcuni di loro hanno riferito: “Tutti lo sapevamo, ma qualsiasi tentativo da parte nostra di riferire che non vi erano ipotesi di abuso, veniva tacciato per negazionismo”. Ci sono 27 persone indagate: tra i reati falso in atto pubblico, frode processuale, depistaggio, maltrattamento su minori, violenza privata. In pratica, i bambini venivano sottratti alle famiglie dopo un completo “lavaggio del cervello”. E si faccia chiarezza sugli orrori di Bibbiano. Che si parli di questi fatti agghiaccianti. Non si può far finta di nulla. I bambini non devono essere strappati ai genitori quando non esistono determinate ragioni. Margherita Guidacci scriveva: “Non servono più le parole”. A cosa servono se poi accadono mostruosità?

Rosa Mannetta

Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 . I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva Ugo Foscolo, il sepolcro, mi "rappresenta e ci rappresenta". Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta. Sopravvivere ad un cancro...forse è stato uno svantaggio assoluto. LO RIBADISCO: è stato uno svantaggio assoluto.

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