Camminata “Rosa” ad Avellino in 10mila…

30 settembre 2019

Cultura e Società


Il corteo della Camminata Rosa è partito da Mercogliano: è stato guidato dal senologo, dott. Carlo Iannace. La manifestazione è stata aperta dal Governatore della Campania, Vincenzo De Luca. Il governatore ha affermato: “La ricerca è fondamentale, ma la priorità è la prevenzione”. Infatti, deve crescere la cultura della prevenzione. Il dott. Iannace ha aggiunto: “Ben 100 comuni irpini hanno aderito alla nostra camminata rosa ad Avellino. E poi, hanno illuminato i monumenti di colore rosa, per pubblicizzare la nostra campagna di sensibilizzazione alla prevenzione”.  L’evento si è concluso con la santa messa nella chiesa del Santissimo Rosario , celebrata dal vescovo di Avellino, Arturo Aiello. In questo contesto, occorre segnalare che vi è stato, il patrocinio del Consiglio regionale della Campania e di altri enti istituzionali. Tra i 10mila, hanno partecipato vari sindaci e molteplici associazioni sul territorio come l’Amos e l’Amdos, la presidente del consiglio regionale, la manager dell’ASL e il direttore generale del Moscati. E tutti insieme per la prevenzione, per la lotta alla vita….Paul Celan scriveva: “Egli urla la forza…”. E il popolo della prevenzione ha forza….

Rosa Mannetta

Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 . I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva Ugo Foscolo, il sepolcro, mi "rappresenta e ci rappresenta". Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta. Sopravvivere ad un cancro...forse è stato uno svantaggio assoluto. LO RIBADISCO: è stato uno svantaggio assoluto.

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