Le Palline Solidali del dott. Carlo Iannace

15 novembre 2019

Cultura e Società


Una nuova iniziativa di AMOS e AMDOS, le associazioni irpine che si occupano di prevenzione al cancro al seno: da un po’ di tempo, alcune signore hanno iniziato a realizzare delle palline di Natale. Palline, che dovranno costituire il Natale in versione “rosa”. Il colore rosa è predominante. Deve essere predominante. Il “rosa” è il simbolo della prevenzione al cancro. Il “rosa” è il simbolo di chi lotta contro il cancro. E prima di Natale, nei mercatini sarà possibile acquistare queste palline che serviranno a predisporre una sala multimediale per i giovani pazienti del presidio ospedaliero “Pausilipon” di Napoli. In particolare, ognuno deve essere partecipe a questa notevole carica di informazione-prevenzione. E’ questa l’Italia che va….che desideriamo. Beppe Fenoglio scriveva: “Non cesserò mai di pensare”. E noi siamo verso quella che è la solidarietà.

Rosa Mannetta

Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 . I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva Ugo Foscolo, il sepolcro, mi "rappresenta e ci rappresenta". Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta. Sopravvivere ad un cancro...forse è stato uno svantaggio assoluto. LO RIBADISCO: è stato uno svantaggio assoluto.

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