“L’albero dell’amore” di Nello Zaino

8 dicembre 2019

Cultura e Società


Quando l’amore disse all’albero: “Quanti rami

hai unito! Tanti”.

– Amore – per tutte quelle persone che si odiano.

– Carità – per le persone che hanno bisogno di

vestiti.

-Speranza – per tutte quelle persone che hanno perso

tutto, familiari, casa, cose….perché una parola

di conforto, possa far sperare.

– Gioia – a tutte quelle persone che non hanno

una vita ordinata….dare momenti di felicità e sorriso.

E molti altri rami si sono uniti all’albero.

….Tanto che un giorno incontrai il ramo della “cattiveria” che

mi disse: “Vorrei unirmi al vostro albero”.

Ma l’albero rispose, secco e deciso: “Non potrai mai far parte

di questo albero perché l’amore e l’odio non potranno mai

essere un unico albero….altrimenti rovinerò gli altri”.

La Poesia e l’Amore divennero per sempre un unico

albero d’amore.

Nello Zaino

 

Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 . I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva Ugo Foscolo, il sepolcro, mi "rappresenta e ci rappresenta". Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta. Sopravvivere ad un cancro...forse è stato uno svantaggio assoluto. LO RIBADISCO: è stato uno svantaggio assoluto.

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