Il Natale 2019

22 dicembre 2019

Cultura e Società


E’ il Natale del bel Paese. E’ il Natale di cinque milioni di persone in povertà assoluta; alcuni sono preoccupati e stringono la cinghia. E uno su tre taglia la spesa. E poi, ci si preoccupa per la situazione economica, per il degrado ambientale, per la disoccupazione. E’ tensione ovunque. E’ ansia di vita: problemi economici. Problemi di come affrontare la quotidianità. L’Ilva di Taranto è verso il disastro. L’Alitalia precipiterà. E che Natale sarà? Chi ci governa, sa cosa succederà per migliaia di famiglie? Perché la fabbrica di Taranto non ha mai avuto un piano di risanamento ambientale? Perché? E ci vuole coraggio. Auguriamoci delle soluzioni probabili per tutti coloro che perderanno un posto di lavoro. Troveremo una assennata politica industriale? Speriamo. Speriamo. Fermiamo il declino. Auguri a tutti, per un Paese migliore. Auguri per l’innovazione che avverrà. Speriamo.  Walt Whitman scriveva: “Credo in te, anima mia”. Buon Natale a tutti.

Rosa Mannetta

Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 . I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva Ugo Foscolo, il sepolcro, mi "rappresenta e ci rappresenta". Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta. Sopravvivere ad un cancro...forse è stato uno svantaggio assoluto. LO RIBADISCO: è stato uno svantaggio assoluto.

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