Il “Grande Inganno” di Andrea Barbacane


E’ un libro che va letto con l’ansia di terminarlo. Andrea, il nipote di Lucio Battisti, racconta un “Battisti” inedito. Il nostro autore scrive: “Roby Matano ricorda che una sera a Roma….nota un chitarrista in possesso di grande duttilità e facilità nell’eseguire pezzi di tutti i generi: è la folgorazione”. Roby Matano aveva scoperto un Lucio Battisti agli esordi. Ed era già un fenomeno. Le tappe della crescita artistica di Lucio sono raccontate con anima.  Andrea Barbacane traccia l’uomo Battisti che il pubblico non ha mai conosciuto: Lucio ha anche dipinto dei quadri. E’ importante il dettaglio di quando Andrea Barbacane narra che Mogol decise di far cantare le sue canzoni a suo zio, Lucio. Conoscere Lucio come zio di Andrea, stupisce, chi legge il libro. Ed è emozionante, quando lo zio Lucio diventa famoso, con il brano “Acqua azzurra acqua chiara” che fu la pietra miliare da consacrarlo nella storia della musica italiana. Andrea descrive i risvolti interni di una famiglia con le problematiche e uno spaccato della società del tempo, tra gli anni sessanta e settanta. Ciò che poi proseguirà è la vita riservata dello zio Lucio che per un decennio si chiuse in un silenzio non voluto da lui. Questa è la parte commovente: è spiegato con naturalezza il motivo. Si scoprirà leggendo. Christian Bobin scrive: “La verità viene da lontano”. La verità del notro vivere è anche in noi.

Rosa Mannetta

Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 . I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva Ugo Foscolo, il sepolcro, mi "rappresenta e ci rappresenta". Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta. Sopravvivere ad un cancro...forse è stato uno svantaggio assoluto. LO RIBADISCO: è stato uno svantaggio assoluto.

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