“Medici in Corsia” di Nello Zaino

24 marzo 2020

Cultura e Società


Voglio dedicare questi versi di incoraggiamento a tutti i nostri medici e in particolare a coloro che sono in prima linea.

MEDICI INCORSIA

Sono come uno di voi

semplicemente con una differenza….

ho un camice bianco!

Sì….proprio così

ne sono orgoglioso

di questo

curare pazienti

che arrivano

quasi senza respiro

per poi farli uscire da quel tunnel

riabbracciando

la luce del sole.

Questo è quello che fa

un vero medico…..ridare la vita.

Molte volte non succede proprio così

si corre nelle corsie

per fare tutto quello

che è possibile per un paziente

ci si mette l’anima,

l’impegno,

ma non ci si fa

poi ci si vede cullare

davanti agli occhi

quella vita che pensavi

riuscisse a guardare

l’aurora ed il tramonto….la

vita.

Per noi è una sconfitta

grande….

anche noi siamo

esseri umani!

Non abbiamo un camice bianco,

ma un cuore che pulsa.

Nello Zaino

Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 . I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva Ugo Foscolo, il sepolcro, mi "rappresenta e ci rappresenta". Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta. Sopravvivere ad un cancro...forse è stato uno svantaggio assoluto. LO RIBADISCO: è stato uno svantaggio assoluto.

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