Un film per dire no di Ezio Forsano

25 giugno 2020

Cultura e Società


UN FILM PER DIRE NO di Ezio Forsano

Sensibilizzare la società sui temi della violenza, delle diseguaglianze e delle discriminazioni, dovrebbe essere impegno di tutti. Da qualunque ambito esso possa partire. Può e deve diventare compito della famiglia, punto di partenza per la creazione di una società migliore o della Scuola attraverso l’apporto sapiente e saggio di docenti capaci. Di contro l’indifferenza, il far finta di dare tutto per scontato e rifugiarsi dietro le banalità o le facili strumentalizzazioni, di certo non aiuta.

Dire NO a questi drammi che avvolgono il mondo attuale è dovere di ognuno di noi. Per chi è genitore o docente e per chi è figlio oggi e sarà genitore domani. In molti si sono già spesi in questo genere di campagne a sfondo sociale a favore dei più deboli e degli ultimi. Musicisti, poeti, scrittori e registi. Proprio in quest’ottica cinematografica e sotto forma di film nasce un progetto pilota. Recentemente è stato creato da uno staff qualificato abruzzese, un prodotto che affronta proprio le tematiche della violenza sulla donna. Presentato al Senato e all’autorevole attenzione di Organi che lavorano in questo ambito, il film sarà un modello di denuncia e confronto. Viaggerà negli Istituiti delle classi superiori e permetterà agli studenti di riflettere. Da subito, il progetto ha riscosso curiosità e interesse da parte delle Istituzioni nazionali. Immediatamente dopo da Associazioni e figure in ambito culturale e operante nell’Assistenza sociale. Ad essi verrà consegnato il film per poterlo far viaggiare nelle Scuole italiane. Durante la sua realizzazione si scoprivano situazioni drammatiche di donne che avevano paura di denunciare avendo perso fiducia nelle Istituzioni e nella legalità. La riflessione è amara. Ciò che alla fine si vede attraverso i Media altro non è se non la punta dell’iceberg. La realtà è in effetti molto più drammatica e spaventosa. Ecco il perché di questo film dal titolo esplicativo “LA SOGLIA DEL SILENZIO”. Dove il silenzio deve e può gridare affinchè chiunque sia in difficoltà trovi aiuto, sostegno e solidarietà.

Sempre e comunque…

Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 . I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva Ugo Foscolo, il sepolcro, mi "rappresenta e ci rappresenta". Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta. Sopravvivere ad un cancro...forse è stato uno svantaggio assoluto. LO RIBADISCO: è stato uno svantaggio assoluto.

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2 commenti su “Un film per dire no di Ezio Forsano”

  1. caterina rotondi Dice:

    Finché una donna non avrà un lavoro…pagato come l’uomo, con gli stessi privileggi di carriera.. non ci sarà mai, una vera consapevolezza della sua autostima è indipendenza, per poter gestire al meglio ogni tabù, bagagli che si trascina dietro fin dalla nascita.
    Con la consapevolezza.. anche di mettere ad eventuali figli il suo cognome, che varificherà questa importanza che ci perseguita da millenni di procreare figli maschi per portare avanti la discendenza,annullando così completamente ogni passaggio delle donne.La vera custode di ogni vita.

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  2. caterina rotondi Dice:

    Dipende moltissimo da noi donne, le prime nemiche di noi stesse, abituate a piegare la testa per in quieto vivere credendo che il solo amare possa bastare, ma..il nostro amore viene usato a nostro svantaggio. Illussioni che svaniscono…al primo NO!!

    Rispondi

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