“La soglia del silenzio” di Rosa Mannetta

2 luglio 2020

Cultura e Società


Il film “La soglia del silenzio”, è un progetto di Ezio Forsano. Ezio vive a Sulmona. Ezio è lo sceneggiatore che è stato colpito da storie di donne. Il film sarà girato tra Sulmona e Pescara il prossimo ottobre. Chiedo a Ezio: “Dove è nata l’idea del film?”.

-“L’idea nasce da un libro di Enza Nardi. E’ qualcosa che mi ha preso dentro. Dovevo fare qualcosa. Sono sensibile al problema della violenza sulle donne e sulle complicazioni di ogni caso”. E poi, mi ha interessato un episodio di “Beatrice”. Beatrice è una storia che è nel mio cuore. E poi citerò da dove ho preso questa storia. E’ un altro libro che ho letto con passione”.

Il progetto di Ezio Forsano è andato oltre ciò che le intenzioni umane possano realizzare: Filomena Lamberti, la donna che fu sfigurata dal marito con l’acido, sarà una tra le protagoniste del progetto di Ezio. La stessa Filomena con l’associazione “Spazio Donna” di Salerno, rappresenterà il dramma di tante donne che subiscono maltrattamenti, violenze e aggressioni domestiche. Il tutto è come superare il silenzio, quella cortina di silenzio, di paura, di isolamento che rende l’anima prigioniera tra le mura di casa e no. Occorre frantumare la prigionia. La regista del film, Adriana Mascia, è una voce che distruggerà le barriere del terrore quotidiano in cui vivono parecchie donne. Non diciamo tutte. E’ preferibile dire una buona parte. Antonia Pozzi scriveva: “Non avere un Dio….”.

Rosa Mannetta

 

Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 . I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva Ugo Foscolo, il sepolcro, mi "rappresenta e ci rappresenta". Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta. Sopravvivere ad un cancro...forse è stato uno svantaggio assoluto. LO RIBADISCO: è stato uno svantaggio assoluto.

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One Comment su ““La soglia del silenzio” di Rosa Mannetta”

  1. caterina rotondi Dice:

    Dal silenzio delle donne…l’uomo prende forza.

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