“Viaggio nell’anima” di Ciro De Novellis

31 luglio 2020

Cultura e Società


Il Nostro Ciro ha scritto un libro interessante. Affascina. Perché? Il nostro autore scrive: “Ci allontaniamo dal passato che vediamo scorrere nei ricordi, come fluido di qualcosa che sta sciogliendo le sue forme, per chi sa quale ricomposizione sperata. Attendiamo il divenire come debole ansia che vorremmo si concretizzasse con la certezza del sole che dovrà rinascere domani e in tanti altri domani ancora….”. Il “Viaggio nell’anima” è il viaggio nell’esistenza umana: è un rievocare l’esperienza di Aristotele, il pensiero filosofico come una sorta di bagaglio da considerare nella vita e per la vita. Il significato della vita incarna un processo evolutivo che si compie nella riflessione filosofica, nell’arte e nella poesia. E’ una riscoperta dell’intima essenza e dell’altro “io”. E’ il mistero della vita che scorre per i canali della conoscenza del pensiero e della sua tassonomia. Il dualismo tra l’intero e l’infinito, rispecchia la condizione tragica dell’uomo, tra l’essere e il non essere. E riscoprire la riflessione tra soggettività e spiritualità, pone l’uomo a rivedere la sua consapevolezza su tutto ciò che lo circonda. Tiziano Terzani scriveva: “Nessuno può pensare di portarsi a casa un’alba o un tramonto”. E’ così. E’ tragicamente vero.

Rosa Mannetta

 

Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 . I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva Ugo Foscolo, il sepolcro, mi "rappresenta e ci rappresenta". Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta. Sopravvivere ad un cancro...forse è stato uno svantaggio assoluto. LO RIBADISCO: è stato uno svantaggio assoluto.

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