“Una strana estate italiana” di Ezio Forsano

9 agosto 2020

Cultura e Società


UNA STRANA ESTATE ITALIANA di Ezio Forsano

Mettiamoci l’anima in pace una volta per tutte. Quella che stiamo attraversando non sarà la solita estate di sempre. Ormai ne abbiamo contezza e consapevolezza piena. Anche se in molti tentano di negarlo. Ce ne accorgiamo dalle innumerevoli limitazioni presenti ovunque, anche se purtroppo in pochi le osservano. Treni che viaggiano alla metà della capienza consentita. Locali notturni ed eventi musicali al palo o molto limitati. Il virus è presente, circola indisturbato tra noi fregandosene altamente se è estate o inverno. Mare o montagna. Lavoro o vacanza. Tutto ciò e non si comprende il perché abilmente celato da Provvedimenti Governativi che non aiutano a chiarire la situazione. Anzi, in molti casi ne aumentano la confusione generale.

E quindi si assiste a spettacoli indecorosi ovvia conseguenza di tali errate direttive. Assembramenti non solo notturni nei locali o sulle spiagge dell’amata patria Italia. I Media giornalmente ci offrono uno spaccato di una realtà amara e sconsolante. E più aumenteranno situazioni di questo calibro, tanto più lontanamente ci libereremo di questo nemico subdolo e silenzioso. Ormai si viaggia a vista come si usa dire nel gergo marino. Nebbia molta. Approdi sicuri, lontani. L’OMS è nel panico. Fornisce dati numerici ma nessuna garanzia ne indicazione certa. La popolazione mondiale viene costantemente bombardata di numeri e morti. Abbiamo imparato a conoscere decine e decine di figure mediche o presunte tali aspiranti, per qualche minuto di popolarità, a stare davanti ad una telecamera. Mille tentativi di realizzazioni di vaccini ancora da sperimentare cercando altrettanti aspiranti vaccinandi. Praticamente il caos puro. Nel frattempo, si caricano le sdraio nelle auto e…si va al mare. Per abbronzarsi e provare a dimenticare. D’accordo, ’rendete pure il sole in mare o in montagna. Ma per favore, non dimenticate. Siamo ancora sotto attacco. Un po’ di buon senso almeno da parte nostra. Credo si possa fare…

Buone vacanze a tutti.

Ezio Forsano

Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 . I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva Ugo Foscolo, il sepolcro, mi "rappresenta e ci rappresenta". Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta. Sopravvivere ad un cancro...forse è stato uno svantaggio assoluto. LO RIBADISCO: è stato uno svantaggio assoluto.

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