DIFFONDERE LA SCUOLA EMPATICA

18 ottobre 2020

Cultura e Società


Movimento letterario-artistico-filosofico e culturale sorto in Italia nel 2020         

Menotti Lerro, Antonello Pelliccia, Luigi Leuzzi, Diana Nese,

Umberto Curi, Milo De Angelis, Mauro Afro Borella,

Francesco D’Episcopo, Bernardo Lanzetti, Giuliano Ladolfi,

Giampiero Neri, Valerio Magrelli, Maria Rita Parsi,

Omar Galliani, Elena Pontiggia, Vivian Lamarque,

Franco Loi, Raffaele Nigro,  Renato Galbusera,

Victor Lucena, Elio Pecora, Gino Finizio,

Roberto Carifi, Domenico Giordano, Franco Arminio,

Francesco Massanova, Maurizio Iacovazzo, Maria Jannelli,

Tomasz Krezymon, Ottavio Rossani, Attilio Dursi,

Wilma Leone, Edoardo Landi, Carlangelo Mauro,

Luigi Mogrovejo, Vincenzo Guarracino, Antonino Nese,

Santa Aiello, Ermanno Paleari, Rosa Maria Vitola,

Giusy Rinaldi, Oriana Rispoli, Valentina Sentsova,

Giammaria Occhi, Paolo Emilio Antognoli Viti,

Vittorio Santoianni, Joanna Kubicz, Marco Colombo,

Attilio Bencaster, Amnerys Bonvicini, Anna Bianchi,

Cesare Nardi, Carlo Andrei, Giancarlo Sammito,

Giancarlo Turaccio, Vincenzo Di Gironimo,

Massimo Bacigalupo, Tomaso Kemeny, Emilio Coco, Nello Teodori.

Definizione del Movimento

La Scuola Empatica è un movimento letterario, artistico, filosofico e culturale, nato nel 2020 all’interno del ‘Nuovo Triangolo Culturale del Cilento Antico’: Omignano – “Paese degli Aforismi”, Salento – “Paese della Poesia” e Vallo della Lucania – “Sede del Centro Contemporaneo delle Arti”, che, partendo dai valori e le idee espresse nel “Nuovo Manifesto sulle Arti”, pone al centro dei suoi interessi la relazione empatica e dunque la persona nella sua costituzione ontica e ontologica (intersoggettiva). Ne discende che ogni sperimentazione creativa o didattica non possa prescindere da un processo di immedesimazione nell’altro da sé, dal suo mondo culturale e dalla sua contemporaneità quale occasione di studio e condivisione di saperi e di storie di vita interiore, di epifanie del tempo attuale e di trascorsi momenti storici.

Tale orizzonte di senso implica una vocazione per il territorio e una promozione civile della società articolata da una crescita individuale e comunitaria secondo finalità etiche e valoriali mediate da una dimensione estetica: l’Arte.   

Le ragioni primarie

Il nostro millennio sta entrando nella terza decade, ed è tempo di costruire insieme una visione del mondo all’insegna della bellezza e dell’armonia. L’interdisciplinarità e l’idea di “Artista totale” (una singola persona o una combinazione di contributi da parte di persone impegnate in ambiti culturali diversi), proposti nel “Nuovo Manifesto sulle Arti”, si pongono come base per afferrare le “frammentarie verità” di questo periodo storico che, mai come adesso, necessita della figura dell’Artista come guida. A tal fine, dal 2019, opera il Centro Contemporaneo delle Arti, che dona al territorio nazionale e del Cilento molteplici e innovative iniziative artistico-culturali di grande rilievo, animate da un fondamentale sentimento comune: l’empatia, il sentirsi vicini gli uni agli altri, come esseri umani e come artisti. Per tale principale ragione il Centro Contemporaneo delle Arti fonda la Scuola Empatica, tenendo ancor più fermi i propositi educativi e formativi che lo contraddistinguono. Dal triangolo del Cilento antico (Vallo della Lucania, Omignano, Salento), partiranno nuovi impulsi per lo sviluppo delle Arti e della Cultura attraverso le emozioni.

Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 . I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva Ugo Foscolo, il sepolcro, mi "rappresenta e ci rappresenta". Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta. Sopravvivere ad un cancro...forse è stato uno svantaggio assoluto. LO RIBADISCO: è stato uno svantaggio assoluto.

Vedi tutti gli articoli di Rosa Mannetta

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