PROGETTI DI EZIO FORSANO

2 novembre 2020

Cultura e Società


PROGETTI PREZIOSI di Ezio Forsano

Ipotizzare e realizzare un racconto e poi trasformarlo in un libro, è già di per se impresa straordinaria per ogni Autore. Pensare di farlo a quattro mani e in compagnia di una grande figura quale Rosa Mannetta, tutto ciò diventa un qualcosa di inestimabile.

Legati entrambi da una profonda stima e rispetto reciproco, di recente abbiamo convenuto di progettare qualcosa insieme e parlare di un grande personaggio che ha lasciato il segno nella storia della Chiesa e inevitabilmente nella letteratura ad egli dedicata.

Sto parlando di Celestino, il “Papa del gran rifiuto”. Un uomo che aveva, in largo anticipo il marcio che si annidava dentro il potere della Chiesa…

Figura controversa ma altamente affascinante, ha catturato le nostri attenzioni e da quel momento partorimmo l’idea de “IL VIAGGIO DI UN UOMO SEMPLICE”.

Celestino attira, ispira le menti di chi è attento a queste figure straordinarie. Lega e collega i destini di uomini e donne che vivono nei territori da egli attraversati.  Il Molise, la Campania e l’Abruzzo.

Credo che, insieme alla sensibilità e alla professionalità di Rosa, realizzeremo un grande prodotto che incuriosirà molti.

Il nostro viaggio insieme a Celestino è appena iniziato…

Sarà una bellissima avventura, non ho dubbi…

Ezio Forsano Autore e sceneggiatore

Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 . I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva Ugo Foscolo, il sepolcro, mi "rappresenta e ci rappresenta". Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta. Sopravvivere ad un cancro...forse è stato uno svantaggio assoluto. LO RIBADISCO: è stato uno svantaggio assoluto.

Vedi tutti gli articoli di Rosa Mannetta

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