IL DURO VOLTO DELLA REALTA’ di Ezio Forsano

18 marzo 2021

Cultura e Società


Tra governi che passano e pseudo-governi che si formano, siamo ancora qui a combattere quella che sembra l’eterna battaglia contro il Covid.

Malgrado i tentativi fino ad ora utilizzati da chi detiene il timone della situazione, sembra che proprio non riusciamo a debellarlo.

Ora, al di là di facili ed ovvie considerazioni in merito, viene sempre più la voglia di iniziare a fare qualche sera considerazione.

Che i metodi utilizzati fino ad ora, siano stati poco efficaci, è cosa nota.

Sottovalutazione? Figure sbagliate in ambito decisionale? Tant’è purtroppo. E senza considerare gli squallidi scandali delle mascherine che passano però quasi come un vanto da parte di noi italiani (vedi ospitate di questi uomini di basso rango nelle varie trasmissioni televisive n.d.r.). Vuoi mettere l’importanza dello share?

La situazione oggi è ancora drammatica. Lo ascoltiamo ogni giorno nei vari TG nazionali che in continuazione ci bombardano di numeri e notizie.

Ma tra le genti, più di un dubbio inizia a serpeggiare. E credo sia normale. Questo continuo soffocamento mediatico (personalmente lo ritengo attacco mediatico criminale), di numeri (saranno proprio veri?), di aggiornamenti sui disastri di una Europa che ci ha messo del suo per complicare le carte in tavola (vedi gestione del piano vaccini, dove ognuno fa come crede, soldi a parte).

Ora dulcis in fundo, ci mancavano le morti sospette di Astrazeneca. Ma anche qui qualche, anzi mi correggo, molti dubbi arrivano in superficie. Lasciamo il fatto che nessuno ha visto i documenti da parte di chi doveva verificare la sicurezza del vaccino. Lasciamo il fatto che di questi vaccini o presunti tali, ne vengono proposti a decine. Lasciamo stare, ma si. Intanto la gente muore e state tranquilli. Se vi aspettate che dalle autopsie dovesse risultare che la causa potrebbe essere del vaccino, non scommetteteci più di tanto. Le cause addebitate saranno altre e mai del vaccino stesso.

Come in tanti iniziano a focalizzare le attenzioni su mere speculazioni economiche.

La confusione è tenta e sicuramente voluta. Intanto il disagio sociale aumente e la crisi sta divorando molte attività commerciali.

E non voglio toccare l’argomento “SCUOLA”.

Si perché in questo caso si potrebbero scrivere pagine e pagine su come si sta gestendo la cosa.

E così tra banche con le ruore e le pseudo-primule per le vaccinazioni, il caos impera e non si vede viad’uscita. Malgrado i falsi vocali dei soliti politicanti che “vedono la luce in fondo al tunnel”.

Di quale luce si parla? E questo tunnel che pare conoscono solo loro, quanto è lungo?

Cari Signori mi tornano in mente le parole di un mio avo ancora terribilmente attuali: Stiamo in mano alla Provvidenza.

Almeno di quella non si potrà morire. Tutt’altro! Contateci…

Mi dispiace, ma sono molto critico e sfiduciato. Buona fortuna…

Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 . I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva Ugo Foscolo, il sepolcro, mi "rappresenta e ci rappresenta". Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta. Sopravvivere ad un cancro...forse è stato uno svantaggio assoluto. LO RIBADISCO: è stato uno svantaggio assoluto.

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